Mercoledì 3 settembre, la Biblioteca delle Oblate ha ospitato un evento di grande rilevanza culturale e civile organizzato dall’ACSIT nell’ambito dell’Estate Fiorentina. La presentazione del libro “Desaparecidos“, un’opera della scrittrice Stefania Cuccu, realizzata e promossa grazie al contributo dell’Assessorato del Lavoro della Regione Sardegna, ha offerto un’occasione preziosa per riflettere sulle vicende dei cittadini sardi tragicamente scomparsi in Argentina durante il periodo della dittatura militare.
Con il PAE 2025 l’Assessorato del Lavoro ha proclamato l’anno 2025 come anno della Emigrazione Sarda in Argentina.
In questo caso, per quanto riguarda l’estero, i circoli aggiudicatari, capofila e titolari di questo progetto denominato “D.S.A.” (acronimo di Desaparecidos Sardi in Argentina) sono i circoli “Quattro mori” di Charleroi e “Su nuraghe” di Amburgo, con il partenariato della Federazione dei circoli Sardi dell’Argentina, il Circolo di Nequèn e il Circolo “Antonio Segni” dell’Argentina, il Centro Culturale Ricreativo Sardo “Rhein Main” di Francoforte, il circolo Assistenziale sardo “Grazia Deledd” di Genk, il circolo “Quattro Mori” di Livorno, il Circolo “Grazia Deldedda” di Ciampino e l’Associazione Shardana di Perugia.
Il momento centrale dell’evento è stato l’intervento di Stefania Cuccu, in collegamento online da Cagliari. L’autrice ha ripercorso la storia dei desaparecidos sardi in Argentina, tracciando un quadro storico che ha evidenziato non solo le gravi responsabilità del regime argentino, ma anche quelle, a suo dire, dell’intero Occidente che “ha fatto finta di non vedere”. La Cuccu ha poi posto l’accento sul lavoro svolto dal politico e avvocato Luigi Cogodi, vera e propria, forza motrice di una decennale battaglia che ha portato al processo celebrato in Italia contro i responsabili dell’assassinio di alcuni cittadini sardi. Un evento questo importantissimo in quanto, di fatto, si è rivelato, a livello internazionale, l’unico processo che abbia visto la condanna dei militari argentini per i crimini commessi.
L’opera di Stefania Cuccu, “Desaparecidos”, ha dato voce a queste storie, con documenti e interviste che raccontano le vicende e trasformano la memoria in un’eredità che non può e non deve essere dimenticata. La presentazione è stata un intenso momento di cultura e impegno civile, un evento che merita di essere replicato, per ricordare e, soprattutto, per non dimenticare.